Fino a poco tempo fa, mentre stavo preparandomi per l’avvento imminente di un olocausto nucleare, ero convinto di poter sopravvivere nutrendomi di carne in scatola a lunga conservazione, limitandomi alla concezione di carne in scatola = Simmenthal/Montana. Qualche tempo fa, da buono studente universitario fuorisede, girando in uno dei tanti discount cercando di fare l’occasione della mia vita comprando un uovo fabergè a 7,99€, mi imbattei in questo parallelepipedo di metallo saldato, dagli angoli smussati, con sopra impresso profeticamente “Jamonilla“. Giunto a casa, trionfante lo aprii, entusiasmato anche dall’ accattivante metodo d’apertura e da come il prodotto scendesse frizionando dal metallo che lo avvolgeva ermeticamente, provocando delle piacevoli scoreggette , convinto di trovare qualcosa di simile allo spuntì ma molto più genuino e underground (Sfamando così la mia malsana passione per tutto ciò che è confezionato e/o proviene da un distributore automatico) mi ritrovai questo solido/tremuloide di un rosa non presente in natura, al sapore di zampone. Li per li ne provai una fetta, e lo lasciai sprofondare nell’ oblio del mio frigorifero dato il poco entusiasmo che mi aveva provocato, facendolo passare per direttissima nel lato oscuro della mia luna cerebrale (Il loco dove tutte le cose che il mio cervello non vuole/può ricordare, per anamnesi freudiana o per scarso utilizzo finiscono per sempre).
Ieri tornando a casa il mio coinquilino, recentemente rinominato il Faggio, estrae dalla busta orgoglioso il famoso scafandro metallico, facendomelo ritornare in mente. Io lo metto in guardia, ma appena mi giro dopo aver tirato due sonore boccate al mio bong Baron Samedi, annaspo e lo trovo che sta già affettando il tremuloso per schiaffarlo fra due fette di pane, farcito con abbondante maionese e senape svedese precedentemente comprata da ikea. Prima mi limito a guardare, imprecando e facendo considerazioni da vecchio tipo “Ai miei tempi non esistevano queste cose, i maiali si scannavano e si mangiavano in mezzo alla strada sedutastante”. Dopo di ciò ci penso su, e dico fra me e me : – “Ma forse non lo ho provato bene”; “ma se lo condissi con la seeeenape???”; “ma se mi limitassi a grattugiarlo???” e convinto dalle sostanze psicoattive che circolano nel mio sangue, mi decido di farmi un abbondante senduicc anche io.
Comincio a mangiare e tuttavia il sapore sommosso di zampone sprofondato nella senape non è poi così male. Mentre sono a un quarto di panino, il Faggio comincia a leggere gli ingredienti: Carne suina 30%, Carne suina estratta meccanicamente 20%, Grasso animale ecc….”
Al “Carne suina estratta meccanicamente 20%” Mi si paralizzano le fauci, e nella mia mente vedo un enorme frullatore dove vengono buttati i maialoni che grugniscono interi, e da un minuscolo orifizio sottostante, viene secreta una cremina rosa che va a finire nelle scatole, e voi sapete che idea ho dei vegani, però l’idea di mangiare frullato di porco solidificato mi ha fatto gelare il sangue. Quì ho desistito, poggiando il panino sul piatto, e spingendolo verso il faggio, che prontamente lo ha consumato, accompagnandolo con una buona birra Don Miguel.